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Aliquota d'imposta teorica e reale

2022-12-07 22:41

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Oggi voglio fare chiarezza su un argomento sul quale si fondano tantissime considerazioni errate quando si parla di imposte.
Il titolo così come da me scritto poc'anzi permetterebbe di spaziare su vari argomenti ma io mi concentrerò sull'imposta Irpef.
Quando si parla di Irpef si parla dell'imposta pagata da ogni cittadino con un reddito da lavoro dipendente, d'impresa o lavoro autonomo (con l'eccezione degli aderenti al regime forfetario).
All'Irpef si sommano, nella maggior parte dei casi, le addizionali regionali e comunali.
L'Irpef è un'imposta progressiva divisa per scaglioni. Ciò significa che ad ogni scaglione corrisponde una percentuale specifica. Ad ogni scaglione la percentuale aumenta, il che comporta che un reddito doppio pagherà più del doppio di imposta.
Partiamo dal riepilogare gli scaglioni, aggiornati recentemente e validi dal 2022.

Da 0            a 15.000 euro       - 23%
Da 15.001  a 28.000 euro       - 25%
Da 28.001  a 50.000 euro       - 35%
Da 50.001                                  - 43%

Ciò significa che qualsiasi contribuente, da chi guadagna poco a chi guadagna tanto, sulla parte di reddito rientrante nel primo scaglione pagherà il 23%, sulla parte eccedente i 15.000 euro, ma fino a 28.000, pagherà il 25% e così via.
Facciamo un esempio:

Contribuente 1 - Reddito 12.000 euro
Imposta Irpef = 12.000 * 0,23 = 2.760 euro
Contribuente 2 - Reddito 24.000 euro
Imposta Irpef = 15.000 * 0,23 + 9.000 * 0,25 = 5.700
Contribuente 3 - Reddito 54.000 euro
Imposta Irpef = 15.000 * 0,23 + 13.000 * 0,25 + 22.000 * 0,35 + 4.000 * 0,43 = 16.120

Se calcoliamo l'aliquota media troveremo che il primo contribuente paga il 23%, il secondo il 23,75% e il terzo il 29,85%.
Ma a questi valori bisogna aggiungere le addizionali regionali e comunali, diverse chiaramente da regione a regione e da comune a comune, anch'esse incrementali per scaglione e che possono valere anche un 5% sui redditi più alti.
Esiste però un terzo elemento che aumenta notevolmente la progressività dell'imposta e agevola chi guadagna meno, le detrazioni di imposta.
Al di là che ne esistono tantissime, io parlerò solo di quelle legate alla tipologia di reddito e quindi spettanti alla totalità dei contribuenti.
Praticamente, una volta che viene calcolata l'imposta "lorda", come mostrato precedentemente, si calcola la "detrazione" che va a ridurre l'imposta.

Le detrazioni sono diverse a seconda che il reddito sia da lavoro dipendente, pensione o da altri redditi, privilegiando quello dipendente. Essendo questo un articolo rivolto soprattutto a persone con attività di impresa o lavoro autonomo, parlerò di quella da altri redditi
Queste le formule per fasce.

Fino a 5.500                                 1.265
Da 5.500 a 28.000                      500 + 765 *( 28.000 - Reddito ) / 22.500
Da 28.000 a 50.000                    500 + ( 50.000 - Reddito ) / 22.000
Oltre 50.000                                 0

Tornando ai casi di prima..
Contribuente 1 - detrazione euro 1.044 da cui imposta netta = 1.716 (2.760 - 1.044)
Contribuente 2 - detrazione euro 636 - imposta netta = 5.064 (5.700 - 636)
Contribuente 3 - detrazione euro 0 - imposta netta = 16.120

Da cui deriva che l'imposta reale (in percentuale) versata dai tre diversi contribuenti sarà rispettivamente del 14,3%, 21,10%, 29,75%
Il grafico sottostante mostra come, dopo una "no tax area" fino a 5.500 euro, l'imposta salga in maniera lineare.

grafico1jpg

Più interessante il secondo grafico che mostra come, l'aliquota reale, passata la "no tax area" sopracitata, cresca in maniera rapida fino a 16.000 euro per poi aumentare in maniera più lenta successivamente.

grafico2jpg

Per concludere, la disamina dimostra come, al di là degli scaglioni trattati all'inizio dell'articolo, l'aliquota reale media pagata da un contribuente, sia di gran lunga inferiore alle percentuali degli scaglioni.

Ulteriore confusione la causa il fatto che, molti contribuenti, ai fini contributivi, sono iscritti all'Inps. In tali casi il calcolo e il versamento dei contributi dovuti, semplificando al massimo, avviene sempre in dichiarazione dei redditi e contestualmente al pagamento delle imposte. Con un'aliquota che si aggira intorno al 25% (no scaglioni), un contribuente con un reddito lordo di 56.000 euro, ha un carico fiscale e contributivo del 50% (non è una semplice somma delle due percentuali Irpef+Inps), da cui un reddito disponibile di circa 28.000 (poco più di 2.300 euro al mese), senza considerare le addizionali.


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